Libri nel Borgo: ad Alberona dialoghi sul futuro e sulla speranza

Un salotto letterario partecipato nel cuore di Alberona

Il Club UNESCO Alberona ha promosso un nuovo e partecipato appuntamento della rassegna Libri nel Borgo – Ritorni, trasformando il centro storico di Alberona in uno spazio di confronto culturale, ascolto e dialogo civile.

L’incontro si è svolto in un clima raccolto e attento, con una significativa partecipazione di cittadini, a conferma del valore che la cultura riveste nella vita della comunità.

La speranza di un domani: il contributo di Giorgio Ventricelli

Nel primo momento della serata è intervenuto Giorgio Ventricelli, sociologo e formatore, che ha proposto una riflessione profonda sul tema “La speranza di un domani”. Un dialogo intenso, capace di intrecciare analisi sociale, visione europea e responsabilità collettiva.

Il confronto con il pubblico ha messo al centro il ruolo delle comunità locali come luoghi di resilienza, partecipazione e progettualità condivisa.

Acquasale e identità meridionale: l’intervento di Gerardo Fascia

A seguire, l’incontro con Gerardo Fascia, innovation manager e autore di Acquasale – Diario civico di un meridionale autocritico. Un racconto lucido e diretto che ha stimolato una riflessione sull’identità del Mezzogiorno, tra criticità storiche e nuove possibilità di cambiamento.

Il dialogo ha evidenziato l’importanza dell’autocritica come strumento di crescita e consapevolezza civile.

Cultura, borghi e cittadinanza attiva

La serata ha ribadito il valore dei borghi come luoghi vivi di produzione culturale, capaci di accogliere pensiero critico e dibattito contemporaneo. Libri nel Borgo si conferma così un format che unisce letteratura, impegno civico e partecipazione, rafforzando il senso di appartenenza alla comunità.

Il ruolo del Club UNESCO Alberona

Attraverso questa rassegna, il Club UNESCO Alberona continua a promuovere i valori UNESCO di educazione, dialogo, inclusione e cittadinanza attiva, rendendo la cultura un motore di coesione sociale e sviluppo umano.

Eventi come questo dimostrano come anche nei piccoli centri sia possibile costruire spazi di riflessione di alto profilo, aperti e condivisi.